NIS2
Settore
D.Lgs. 138/2024, Allegato I, nn. 6 e 7
Aggiornato il 23 settembre 2026
di Victor Mita
NIS2, acqua potabile e acque reflue: chi è obbligato
Gestori del servizio idrico, distributori di acqua potabile e imprese delle acque reflue: chi rientra nel D.Lgs. 138/2024 e cosa deve fare.

Acqua potabile e acque reflue sono due settori distinti ad alta criticità (Allegato I del D.Lgs. 138/2024, punti 6 e 7). Rientrano i fornitori e distributori di acqua destinata al consumo umano e le imprese che raccolgono, smaltiscono o trattano acque reflue, se sono medie o grandi imprese: importanti se medie, essenziali se grandi. Chi tratta l'acqua come attività marginale è escluso.
Chi rientra
- Acqua potabile (punto 6): fornitori e distributori di acque destinate al consumo umano, come definiti dalla direttiva (UE) 2020/2184. Sono esclusi i distributori per cui la distribuzione di acqua potabile è una parte non essenziale di un'attività generale di distribuzione di altri prodotti e beni.
- Acque reflue (punto 7): imprese che raccolgono, smaltiscono o trattano acque reflue urbane, domestiche o industriali, come definite dalla direttiva 91/271/CEE. Sono escluse le imprese per cui questa attività è una parte non essenziale della loro attività generale.
In pratica: il gestore del servizio idrico integrato e le società di depurazione sono il caso tipico; un'industria che depura i propri scarichi, di norma, no.
Essenziale o importante
- grande impresa (almeno 250 dipendenti, oppure fatturato oltre 50 milioni e bilancio oltre 43 milioni) → essenziale;
- media impresa (almeno 50 dipendenti, oppure fatturato e bilancio oltre 10 milioni) → importante;
- piccola impresa → fuori, salvo designazione ACN o identificazione come soggetto critico.
Molti gestori idrici sono società partecipate o controllate da enti pubblici. Per alcune di queste il decreto prevede sanzioni in importo fisso, come per le pubbliche amministrazioni (art. 38, comma 9, lett. c e d), ma solo nei casi individuati secondo l'art. 40, comma 4: se è il tuo caso, fai verificare il regime applicabile.
Rischi e obblighi specifici
- Telecontrollo e automazione. Impianti di potabilizzazione, sollevamento e depurazione sono gestiti da sistemi di automazione e telecontrollo, spesso distribuiti sul territorio. Per il decreto sono sistemi informativi e di rete a tutti gli effetti: vanno nell'inventario hardware, che include OT e IoT (ID.AM-01), e i loro accessi remoti vanno documentati e protetti (PR.IR-01) e registrati (PR.PS-04).
- Approccio multi-rischio. L'art. 24 chiede di proteggere i sistemi anche da eventi fisici: interruzioni di corrente e di telecomunicazioni, allagamenti, accessi fisici non autorizzati agli impianti (PR.AA-06).
- Livelli di servizio. Per riconoscere un incidente significativo di tipo IS-3 servono livelli di servizio attesi definiti e misurabili (DE.CM-01), per esempio sulla disponibilità dei sistemi di controllo.
- Autorità di settore: il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, per entrambi i settori (art. 11).
Scadenze
- Registrazione o aggiornamento sul Portale ACN: ogni anno dal 1° gennaio al 28 febbraio. L'ACN pubblica l'elenco entro il 31 marzo.
- Aggiornamento annuale (IP e domini, organi di amministrazione, sostituto del punto di contatto, fornitori rilevanti): dal 15 aprile al 31 maggio.
- Categorizzazione di attività e servizi: dal 1° maggio al 30 giugno.
- Misure di base: 18 mesi dalla comunicazione ACN per chi è entrato nell'elenco nel 2025 (ottobre 2026); 31 luglio 2027 per chi è entrato nel 2026.
- Notifica degli incidenti: già in vigore per la coorte 2025; dal 1° gennaio 2027 per la coorte 2026.
- Ogni modifica dei dati registrati va comunicata entro 14 giorni.
Tutte le date, da aggiungere al tuo calendario: calendario delle scadenze NIS2.
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Domande frequenti
Siamo un'azienda alimentare con un depuratore interno: rientriamo per le acque reflue?
Di norma no: l'Allegato I esclude le imprese per cui il trattamento delle acque reflue è una parte non essenziale dell'attività generale. Potresti però rientrare per il tuo settore principale, per esempio l'alimentare (Allegato II).
Distribuiamo acqua in bottiglia insieme ad altri prodotti: siamo nel settore acqua potabile?
No, se la distribuzione di acqua è una parte non essenziale di un'attività generale di distribuzione di altri beni: il punto 6 lo esclude espressamente.
Il gestore idrico è una società in house del Comune: cambia qualcosa?
Gli obblighi di sicurezza sono gli stessi. Può cambiare il regime delle sanzioni, che per alcune società partecipate o controllate è in importo fisso, e l'autorità di settore per le società in house individuate tramite l'Allegato IV è la Presidenza del Consiglio. Fai verificare il tuo caso.
Per approfondire
- Scadenza NIS2 di ottobre 2026: cosa devi avere pronto
- Misure di base ACN per la NIS2: cosa sono e come affrontarle
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